L’interesse nei confronti del trattamento della valvola tricuspide è salito alla ribalta quando per la prima volta sono state utilizzate metodiche interventistiche mirate all’insufficienza della stessa.
In precedenza, si sapeva che le strategie chirurgiche avevano un’elevata mortalità, mentre oggi, analisi più recenti hanno mostrato risultati chirurgici migliori grazie ad una migliore comprensione dei profili di rischio, una migliore gestione peri-operatoria e tecniche minimamente invasive.1-2
I pazienti a rischio intermedio e alto sono stati recentemente trattati con riparazione valvolare interventistica applicando la riparazione transcatetere edge-to-edge della valvola tricuspide (T-TEER) o la sostituzione transcatetere della valvola tricuspide (TTVR). Inoltre, i progressi nelle tecnologie di imaging (ecocardiografia tridimensionale e tomografia computerizzata quadridimensionale) consentono una valutazione specifica della valvola tricuspide e dei meccanismi patologici sottostanti.3
Il rapido progresso nell’imaging e nella terapia della valvola tricuspide ha spinto l’identificazione di una nuova entità patologica, l’insufficienza tricuspidale (IT) correlata all’elettrocatetere. Una delle domande diagnostiche più importanti è il ruolo dell’elettrocatetere stesso nel progresso della malattia. Il rigurgito tricuspidale può essere associato o correlato al dispositivo impiantato.
I meccanismi di induzione del rigurgito possono essere molteplici come, ad esempio, l’impingement dell’elettrocatetere sul lembo o a livello dell’apparato sottovalvolare, la perforazione del lembo, la fibrosi e la cicatrizzazione, l’endocardite oppure un’alta percentuale di stimolazione ventricolare destra.4
Sebbene l’estrazione del catetere possa risultare un’opzione terapeutica precoce ed efficace, la valutazione del rischio di insufficienza tricuspidale correlata all’elettrocatetere è importante prima dell’indicazione. Ad oggi, anche la T-EER potrebbe essere considerata un’opzione terapeutica di prima linea nei pazienti a rischio moderato-alto affetti da insufficienza tricuspidale associata ad elettrocatetere.5
Il bRIGHT EU PAS, condotto da Goebel e pubblicato su EuroIntervention nel Marzo 2025, è un registro prospettico, a braccio singolo, multicentrico, post-marketing condotto in 26 siti in Europa, il quale ha cercato di esaminare l’efficacia e la sicurezza del T-TEER nei soggetti con elettrocateteri endocardici.6
Dei 511 soggetti arruolati, un totale di 110 aveva un elettrocatetere endocardico e nell’80,7% di questi soggetti, l’IT era almeno parzialmente correlata all’elettrocatetere. A 30 giorni, il 71% dei soggetti con elettrocateteri endocardici aveva un’IT moderata o inferiore. La percentuale di soggetti con elettrocateteri endocardici classificati come classe I-II della New York Heart Association è aumentata dal 17% al basale al 75% a 30 giorni (p<0,0001) e la qualità della vita con il questionario di Kansas City ha mostrato un miglioramento medio di 20±24 punti dal basale a 30 giorni (p<0,0001). Il T-TEER è risultato sicuro nei soggetti con elettrocateteri endocardici, con tassi di eventi simili, tra cui reintervento e chirurgia della valvola tricuspidale, a quelli nei soggetti senza elettrocateteri. Non sono stati segnalati casi di malfunzionamento dell’elettrocatetere.
Risultano ad oggi presenti numerose sfide collegate alla procedura T-TEER, come ad esempio la presenza di un gap di coaptazione marcato o anatomie valvolari avverse, ma grazie all’expertise degli operatori, all’introduzione di nuovi device e dedicati Heart Team, possono nel futuro ampliare le indicazioni di questo trattamento percutaneo.
Bibliografia:
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- Russo M, Di Mauro M, Saitto G, Lio A, Berretta P, Taramasso M, Scrofani R, Della Corte A, Sponga S, Greco E, Saccocci M, Calafiore A, Bianchi G, Leviner DB, Biondi A, Livi U, Sharoni E, De Vincentiis C, Di Eusanio M, Antona C, Troise G, Solinas M, Laufer G, Musumeci F, Andreas M. Outcome of patients undergoing isolated tricuspid repair or replacement surgery. Eur J Cardiothorac Surg. 2022;62:ezac230.
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